NOMAD ST.MORITZ 2025 - FORMER KLINIK GUT

Laura Ceretti, milanese, fotografa, vive tra Milano e l’Engadina, suo luogo del cuore e fonte di ispirazione. Da sempre affascinata e innamorata delle vette, boschi, laghi, ghiacciai ne ha indagato gli angoli più remoti e nascosti, trasportandoli nelle sue opere, foto scattate con il drone, collage, installazioni site-specific.
Dopo la formazione artistica e lunghi anni di attività professionale nel mondo della grafica, pubblicità e della editoria, ha ottenuto il brevetto di pilota di droni nel 2017 e da allora si dedica alla fotografia, seguendo un suo percorso di trasfigurazione eclettica delle immagini.
Ha esposto in mostre collettive e personali a Milano, Lugano, St. Moritz e nella stagione invernale 2021-22 lungo il sentiero della “Wald Galerie”, nel bosco di La Punt Chamues-ch.
“Ars Aquæ Fontis” è il nome dell’ultimo progetto, tutt’ora in mostra a Celerina, realizzato immergendo le sue fotografie nelle otto fontane del villaggio, dando vita a un dialogo costante tra natura e urbanizzazione.
Questa è la sua prima partecipazione a Nomad 2025, St. Moritz, con il progetto “Tribute to Nature” presentato dalla galleria Blanchaert di Milano.
Scatti rielaborati in forme materiche dove il suo intervento non è solo un elemento tecnico, ma un linguaggio visivo: un continuo viaggio tra maestosità e realtà, apparenze e illusioni: dimensioni modificate da una sensibile fantasia squisitamente femminile.
L’imponenza della natura e della montagna rivive, trasformata, nelle immagini di Laura Ceretti, che ne fissa anche il delicato rapporto tra uomo e ambiente sempre più critico e fragile. E così le tracce degli snowkite diventano eleganti frammenti calligrafici, le riprese d’alta quota duplicate e moltiplicate si trasformano in un caleidoscopio naturale, gli angoli di una natura ferita e decadente offrono una lettura creativa e regalano sprazzi luminosi, spunti di bellezza e preziosità dorate.
Una trasformazione in cui l’anima della montagna, lo scintillio della neve e dei laghi, i dettagli del respiro dei boschi vengono interpretati con incantato stupore ed evocati da tappeti di aghi secchi, terreni riarsi, disgeli, disordine di scie, tracce e disegni che raccontano storie di uomini e animali nell’eterno susseguirsi delle stagioni e nell’infinita metafora della vita e della sua caducità.