I progetti presentati nella mostra NATURA S-VELATA offrono uno sguardo inedito sulla natura, evidenziando gli aspetti più reconditi e nascosti alla nostra percezione: si concentrano su quello che è nascosto, vulnerabile, delicato e in cerca di protezione, ma che si apre anche alla scoperta e alla rivelazione.
E così, il gelo e il disgelo, le correnti e le profondità trasformano i laghi dell’alta Engadina in pagine di marmo, macchiate e venate, che raccontano il respiro dell’inverno. Le orme, gli sci e i segni degli snowkite tracciati dal vento diventano eleganti ed effimere calligrafie e narrano i passaggi silenziosi di uomini e animali.
Le riprese zenitali delle vigne, dei laghi coperti di ninfee, replicate e trasformate in immagini caleidoscopiche, specchiate, sovrapposte e intrecciate, generano visioni misteriose e oniriche, in cui i boschi
emergono come coralli dai laghi e la natura si reinventa in un’aura enigmatica, tutta da interpretare.
Gli scatti che documentano i tagli e le lacerazioni della plastica che avvolge le balle di fieno, insieme alle riparazioni con nastri adesivi come cerotti per preservare il raccolto, si caricano di significati simbolici in una
riflessione universale evocando la fragilità e la cura del corpo e dell’anima lacerata diventando metafora di vita.
Una trama di ferite e ricuciture, vulnerabilità e resilienza, gesti quotidiani che trasformano la precarietà in possibilità, celebrando la dimensione esistenziale dell’uomo e la sua fragilità.
La mostra presso la Galleria Michela Cattai Art+Design, a cura di Gian Battista Poggio, invita a leggere la natura come un diario delicato e potente, in cui ogni segno forma una storia da interpretare, ogni lesione un’opportunità di guarigione e ogni paesaggio un sogno possibile.